Balcanico’s Blog

Campania: maglia nera all?assistenza

novembre 21, 2009 · Lascia un commento

Nel mentre si rincorrono sugli organi di stampa le notizie circa l’avvenuto esaurimento dei volumi delle prestazioni e dei correlati limiti di spesa, assegnati dalla Regione Campania agli operatori della sanità privata accreditata, e la susseguente sospensione delle attività in regime di accreditamento da parte di questi (e quindi il passaggio al regime privatistico, cioè a pagamento), si apprende che, dai dati di spesa resi noti dalla Conferenza Stato-Regioni (ed elaborati dalla Commissione Studi UnionSanità Campania su dati ISTAT) la nostra regione, manco a dirlo, occupa la prima posizione in quanto a maggiore spesa (efficiente) pubblica.Il prospetto che segue, invero, accoglie i dati di spesa pro-capite (sostenuta dal sistema sanitario regionale per ciascun residente) che trovano giustificazione, da un lato, nelle caratteristiche demografiche, economiche e sociali, dall’altro, nel livello qualitativo delle prestazioni e dei servizi sanitari erogati ai cittadini.

I dati evidenziano, infatti, come negli ultimi dieci anni, la spesa pro-capite effettiva (quella cioè desunta dai dati di bilancio di ASL ed Aziende Ospedaliere) collochi la regione Campania – come per altro, quasi tutte le regioni del Mezzogiorno d’Italia – tra quelle che hanno avuto una spesa effettiva inferiore alla media nazionale (1.215 euro a fronte di 1.243 euro), mentre la spesa efficiente – ovvero la spesa correlata alla qualità dei servizi – la faccia schizzare al primo posto in quanto a maggiore spesa (1.215 euro rispetto a 827 euro).

In altri termini, la dinamica dei costi evidenzia che circa un terzo della spesa è frutto di inefficienza. Ancora una volta viene confermato il teorema: il Paese è spaccato in due, con le Regioni del Centro-Nord attestate su livelli di efficienza e qualità di spesa che appaiono significativamente più elevati rispetto alle regioni del Mezzogiorno, delle quali la Campania detiene la leadership in quanto a sprechi.

Circostanza che deve far riflettere chi detiene la governance del sistema salute regionale, di modo che vi ponga rimedio mediante l’adozione di provvedimenti atti a razionalizzarlo, e non, come sin’ora avvenuto, con interventi di mera natura propagandistica privi, per altro, di qualsivoglia fondamento tecnico-scientifico.Il sistema salute regionale è al collasso, tanto per insufficienza quali-quantitativa dei servizi resi ai cittadini, quanto per le implicazioni economico-sociali.

Fonte:

http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=31238

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